mercoledì 17 settembre 2008

Esteri - ISPECO in Montenegro

di Dragana Mijahilovic

Una delegazione dell’Ispeco (Istituto internazionale per gli studi politici ed economici per la cooperazione e lo sviluppo) guidata dal responsabile Gianfranco Oliverio, su invito del governo balcanico, è giunta a Popdorica, capitale del Montenegro, ed ha incontrato ufficialmente il premier Milo Djukanovic e diversi ministri montenegrini. Tra le parti è stato stipulato un accordo di collaborazione al fine di procedere allo studio e alla elaborazione di progetti, di “joint venture”, di interventi nel settore del turismo, dell’ecologia, dell’agricoltura, dei trasporti, delle infrastrutture in genere. In questo contesto e’ stata costituita una commissione mista di cui farà parte per l’Italia anche Angelo Regini, presidente dell’Enfap nazionale e dell’agenzia turistica Otis. L’intesa apre enormi prospettive nel campo delle privatizzazioni e degli investimenti in Montenegro. L’accordo porta la firma dei ministri Goranovic (Finanze), Lalicevic (Commercio), Gamilanovic (Industria) e dal direttore dell’Agenzia per le privatizzazioni e gli investimenti stranieri Milutin Lalic. Questo programma di collaborazione rientra nell’azione dell’Istituto del Commercio Estero per favorire la partecipazione delle imprese italiane al processo di sviluppo economico e di ricostruzione della ex Jugoslavia. Infatti, oltre alla Serbia- Montenegro, sono coinvolte anche la Bosnia Erzegovina e la Repubblica Federale jugoslava di Macedonia. Le singole Repubbliche hanno già fatto pervenire all’Ice i progetti divisi per settore industriale e già particolareggiati nei costi e nelle quantità produttive. La Serbia ha indicato iniziative prioritarie per le stazioni di servizio, tecnologia per abbigliamento sportivo, per la produzione di stivali, cavi, gelati e biscotti, mobili, articoli elettronici, ricambi per auto, prodotti per l’edilizia. La Bosnia intende indirizzare i maggiori stanziamenti verso i trasporti, l’edilizia, la sanità e l’industria, specialmente quella alimentare, quelle dell’abbigliamento e della meccanica leggera. Per Serbia-Montenegro le richieste riguardano telecomunicazioni, centrali elettriche, ferrovie, autostrade e i comparti del legno, del tessile, la meccanica e le calzature. Tra gli ottanta progetti di collaborazione industriale, undici interessano il Montenegro e propongono stazioni di servizio, articoli in plastica per uso farmaceutico, abbigliamento sportivo e prodotti chimici. Per la Repubblica federale jugoslava di Macedonia i progetti selezionati vanno dalla produzione di imballaggi di cartone all’ammodernamento delle scuole e alla ricostruzione di centrali elettriche. Verso questa Repubblica è in atto un piano per il sostegno dell’economia che punta all’accelerazione del processo di riforma delle imprese produttive e del sistema bancario.

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